Psicologo per Relazioni, Coppia e Famiglia a Matera
Le relazioni sono il luogo dove diventiamo chi siamo. E spesso, il luogo dove ci perdiamo.
INDICE DEI CONTENUTI
› Perché le relazioni fanno così male (e così bene)
› L’attaccamento: il copione invisibile delle relazioni
› Coppia: quando lo stesso schema si ripete
› Intimità e vicinanza: la difficoltà di lasciarsi vedere
› Famiglia d’origine: il teatro in cui abbiamo imparato a recitare
› Genitori e figli: trasmettere senza schiacciare
› Il lavoro psicodinamico sulle relazioni
› Domande frequenti
Perché le relazioni fanno così male (e così bene)
Nessuna esperienza umana è più trasformativa di una relazione profonda. E nessuna è più capace di farci stare male. Non è un paradosso: è la stessa cosa. Perché le relazioni intime — con il partner, con i genitori, con i figli — attivano le parti più vulnerabili e più antiche di noi.
Portano in superficie i modelli appresi nell’infanzia: cosa significa essere amati, cosa dobbiamo fare per meritare vicinanza, quanto è sicuro affidarsi, cosa accade quando veniamo abbandonati o delusi. Queste domande non le poniamo consapevolmente — le viviamo. E quando la risposta non è quella che speriamo, il dolore è reale.
L’attaccamento: il copione invisibile delle relazioni
John Bowlby ha mostrato che il bisogno di legame non è secondario rispetto alla sopravvivenza biologica: è primario quanto il cibo. I bambini sviluppano strategie di attaccamento — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — in risposta a come i loro caregiver li hanno risposti. Queste strategie diventano modelli operativi interni: mappe del mondo relazionale che portiamo con noi per tutta la vita.
Non sono condanne. Sono punti di partenza. Il lavoro terapeutico può modificare questi modelli — attraverso una relazione terapeutica che offre una nuova esperienza correttiva, un contesto diverso in cui sperimentare che l’affidarsi non distrugge.
Coppia: quando lo stesso schema si ripete
Quante volte hai detto “capita sempre lo stesso” in una relazione? Il partner cambia, ma la dinamica no. Uno è sempre quello che insegue, l’altro quello che si ritira. Uno è sempre quello che dà, l’altro quello che prende. Uno è sempre il “critico”, l’altro il “colpevole”.
Nella prospettiva kleiniana, questo si chiama identificazione proiettiva: proiettiamo sull’altro le parti di noi che non riusciamo a contenere, e poi reagiamo come se quelle parti fossero davvero dell’altro. La coppia diventa, inconsapevolmente, un sistema che si co-crea: ognuno porta i propri oggetti interni e li riversa nella relazione.
Il lavoro individuale con il Dott. Frascella può aiutarti a vedere la tua parte in questo sistema, a distinguere ciò che appartiene alla relazione da ciò che appartieni alla tua storia, e a costruire una modalità di stare in coppia più consapevole e meno reattiva.
Intimità e vicinanza: la difficoltà di lasciarsi vedere
Winnicott parlava di Vero Sé e Falso Sé: la parte spontanea, vulnerabile, autentica di noi — e quella che impariamo a mostrare per essere accettati. Nell’intimità, il Vero Sé viene chiamato in causa. E per molte persone, questa è la parte più spaventosa di una relazione.
Lasciarsi vedere davvero — non solo nel corpo, ma nelle paure, nelle debolezze, nei bisogni che sembrano inaccettabili — richiede una sicurezza interiore che non tutti hanno potuto sviluppare. Il lavoro terapeutico crea le condizioni perché questa sicurezza si costruisca: prima nella relazione con il terapeuta, poi — lentamente — nelle relazioni significative della vita.
Famiglia d’origine: il teatro in cui abbiamo imparato a recitare
Ogni famiglia è un teatro. Ci sono ruoli: il bravo, il ribelle, il fragile, il forte. Ci sono copioni: cosa si dice, cosa si tace, come si gestisce il conflitto, come si mostra l’affetto. Ci sono personaggi ereditati da generazioni precedenti, storie che si ripetono senza che nessuno abbia scelto di ripeterle.
Il lavoro psicodinamico sulla famiglia d’origine non è un atto accusatorio verso i genitori. È un atto di consapevolezza: riconoscere il copione che ci è stato assegnato, capire perché l’abbiamo accettato, e cominciare a scegliere chi vogliamo essere al di fuori di quel teatro.
Genitori e figli: trasmettere senza schiacciare
Diventare genitore è uno dei passaggi più trasformativi — e più destabilizzanti — della vita adulta. Riattiva tutto: le ferite non risolte, i modelli di attaccamento, i timori più profondi su di sé. Il bambino non chiede solo cure fisiche: chiede di essere visto, contenuto, rispecchiato. E per farlo, il genitore deve avere un sufficiente contatto con il proprio mondo interno.
Il supporto psicologico alla genitorialità aiuta a distinguere ciò che appartiene al figlio da ciò che appartiene alla propria storia. A smettere di aspettarsi che il figlio curi ciò che il genitore non ha potuto elaborare. A costruire una relazione presente, non proiettata.
Il lavoro psicodinamico sulle relazioni
L’approccio Catagnosia porta nel lavoro sulle relazioni una dimensione in più: l’attenzione ai ruoli che recitiamo, ai personaggi che abitiamo nelle relazioni, alle maschere che indossiamo per essere accettati e a quelle che indossiamo per proteggerci. Il teatro — come metafora e come strumento — diventa uno specchio: aiuta a vedere con più chiarezza le dinamiche che dall’interno è difficile riconoscere.
Domande Frequenti
È utile fare un percorso individuale anche se il problema è di coppia?
Spesso sì. Il lavoro individuale aiuta a capire la propria parte nella dinamica di coppia, che è il primo passo per poterla cambiare. In alcuni casi, dopo un percorso individuale, si può valutare anche un lavoro di coppia con entrambi i partner.
Ho difficoltà relazionali da sempre. È modificabile?
Sì. I modelli di attaccamento e i copioni relazionali sono profondi, ma non immutabili. La psicoterapia psicodinamica ha mostrato effetti significativi e duraturi proprio su questi pattern.
Mio figlio ha difficoltà. Devo venire io o dovrebbe venire lui?
Dipende dall’età e dalla situazione specifica. In molti casi, il lavoro del genitore su se stesso produce cambiamenti profondi anche nel figlio, senza che il figlio debba “farsi curare”. Possiamo valutarlo insieme nel primo colloquio.
Sto considerando una separazione. Può aiutarmi la terapia?
Sì. La terapia individuale in una fase di separazione o di transizione relazionale è uno degli spazi più preziosi in assoluto: per capire cosa è successo, cosa si vuole portare avanti e cosa si vuole lasciare andare.
→ Prenota il primo colloquio: frascellacosimo.com/appointments — Studio a Matera, Via Bari 33. Si riceve anche online.