Psicologo per l’Ansia a Matera
L’ansia non è il tuo nemico. È un messaggero. Il problema non è che arriva — è che nessuno le ha mai insegnato come fermarsi.
INDICE DEI CONTENUTI
› Cos’è davvero l’ansia: la funzione evolutiva
› Come si manifesta: sintomi e segnali
› L’ansia nella prospettiva psicodinamica
› Lavorare con il corpo: il body script
› Mindfulness e consapevolezza: presenti senza giudicare
› L’integrazione: psicodinamica, corpo e mindfulness
› Domande frequenti
Cos’è davvero l’ansia: la funzione evolutiva
L’ansia non è un difetto del sistema nervoso. È il sistema che funziona. Per milioni di anni, la risposta di allarme — cuore che accelera, respiro che si fa corto, muscoli che si tendono — ci ha permesso di scappare o combattere di fronte al pericolo. Il problema è che oggi il sistema di allarme si attiva anche di fronte a pericoli che non sono fisici: una riunione di lavoro, un conflitto relazionale, un pensiero ricorrente.
Il cervello, in questi casi, non distingue tra un leone e un’email difficile da scrivere. Reagisce allo stesso modo. Ed è qui che l’ansia smette di essere utile e comincia a diventare un problema.
Come si manifesta: sintomi e segnali
• Tachicardia, fiato corto, senso di soffocamento
• Attacchi di panico: improvvisi, intensi, disorientanti
• Tensione muscolare cronica, cefalee, disturbi gastrointestinali
• Pensieri intrusivi e rimuginio che non si ferma
• Evitamento di situazioni, luoghi, persone
• Insonnia, difficoltà a rilassarsi, ipervigilanza
• Formicolio, vertigini, sensazione di irrealtà
A chi si chiede: "Sto impazzendo?" — la risposta è sempre no. Nessuno è mai impazzito per un attacco di panico. Il corpo è in allarme. Ma l’allarme può essere regolato.
L’ansia nella prospettiva psicodinamica
Nella tradizione psicodinamica, l’ansia non è solo una risposta neurologica: è anche un segnale di qualcosa che, dentro di noi, non ha ancora trovato parole. Sigmund Freud distingueva tra ansia segnale — quella che ci avvisa di un conflitto interno — e ansia automatica, che si scatena quando il sistema viene sopraffatto.
Nella pratica clinica contemporanea, questo si traduce in una domanda centrale: “Di cosa è segnale questa ansia?” Cosa sta cercando di comunicare? Quale bisogno inascoltato, quale conflitto irrisolto, quale parte di sé sta cercando attenzione? Rispondere a queste domande è il cuore del lavoro psicodinamico sull’ansia.
Lavorare con il corpo: il body script
Il corpo non mente. L’ansia si manifesta nel corpo prima ancora di diventare un pensiero: la gola che si chiude, la spalla che si alza, il diaframma che smette di muoversi. Queste reazioni fisiche non sono casuali. Sono “script” somatici — risposte automatiche apprese nel tempo, spesso in momenti in cui non c’era altro modo per proteggersi.
Il body script è un lavoro che porta l’attenzione su questi schemi corporei: non per eliminarli, ma per riconoscerli, nominarli, e cominciare a costruire una relazione diversa con essi. In seduta, questo può significare semplicemente portare consapevolezza a dove si “sente” l’ansia nel corpo, esplorare cosa cambia quando si rallenta il respiro, o lavorare su come certi posture o tensioni si sono consolidate nel tempo.
Il corpo porta ciò che la mente non è ancora pronta a dire. Imparare ad ascoltarlo è già un atto terapeutico.
Mindfulness e consapevolezza: presenti senza giudicare
La mindfulness — nelle sue formulazioni cliniche, a partire dagli studi di Jon Kabat-Zinn sulla Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) — non è rilassamento. È un addestramento dell’attenzione: imparare a osservare i propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche senza esserne travolti e senza giudicarli.
Nel lavoro sull’ansia, la mindfulness aiuta a interrompere il circolo del rimuginio — quel meccanismo in cui il pensiero ansioso genera altro pensiero ansioso, in un loop che si auto-alimenta. La pratica della presenza consapevole crea una distanza funzionale tra l’esperienza e la risposta: “Sto osservando l’ansia” invece di “Sono l’ansia”.
Questo non elimina il disagio. Ma cambia il rapporto con esso. E cambiare il rapporto con l’ansia è spesso più potente che cercare di eliminarla.
L’integrazione: psicodinamica, corpo e mindfulness
Nell’approccio del Dott. Frascella, questi tre livelli non si escludono: si integrano. La psicodinamica esplora le radici storiche dell’ansia. Il body script porta attenzione a come si manifesta nel corpo. La mindfulness allena la capacità di stare con l’esperienza senza esserne sopraffatti.
A questo si aggiunge la formazione teatrale: il corpo come strumento espressivo, la voce come specchio emotivo, la capacità di riconoscere — e a volte giocare con — i personaggi interiori che l’ansia porta in scena.
Domande Frequenti
La psicoterapia psicodinamica funziona per gli attacchi di panico?
Sì. La ricerca clinica conferma l’efficacia dell’approccio psicodinamico non solo per ridurre i sintomi, ma per modificare i meccanismi profondi che li generano, con effetti più stabili nel tempo.
La mindfulness si pratica anche tra una seduta e l’altra?
Sì. Il Dott. Frascella può indicare pratiche semplici da integrare nella quotidianità — brevi esercizi di consapevolezza, tecniche di respiro, body scan — che supportano il lavoro in seduta.
Ho paura di sentirmi peggio se comincio a parlarne.
È una paura comune e comprensibile. Il lavoro terapeutico non apre tutto subito. Si procede con gradualità, rispettando i tempi di ciascuno. La relazione terapeutica è costruita prima di qualsiasi esplorazione profonda.
Posso fare sedute online?
Sì. Il Dott. Frascella riceve anche in videochiamata, con la stessa qualità del lavoro in studio a Matera.
→ Prenota il primo colloquio: frascellacosimo.com/appointments — Studio a Matera, Via Bari 33. Si riceve anche online.